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L'Ufficio di Giacomo Ciarrapico e Mattia Torre

Messina
11/04/2012 - 15/04/2012

L'Ufficio di Giacomo Ciarrapico e Mattia Torre con Maurizio Marchetti Antonio Alveario e Giampiero Cicciò regia Ninni Bruschetta Produzione Ente Autonomo Regionale Teatro di Messina L'UFFICIO DI GIACOMO CIARRAPICO E MATTIA TORRE L'Ufficio è un'opera decisamente originale. L'idea è di per sé buona. Immaginate l'ufficio di Dio con tanto di ministri e compiti equamente distribuiti: c'è Piotr, addetto alla Politica; Zita all'Economia; Vassilij alle Passioni; Marcus responsabile dell'Ecologia e infine c'è Anna, sensibile e attenta segretaria di Dio. Insieme lavorano per il Mondo, a sostegno dell'operato di Dio nell'orientare, aggiustare ma mai modificare il corso delle cose e condividono un ufficio, adeguatamente arredato con una lunga scrivania, delle sedie, una libreria piena di schedari e raccoglitori per le varie pratiche. All'estremità sinistra del palco una finestra in posizione obliqua garantisce un esclusivo affaccio sul mondo dal quale si guarda, si scruta, si studia. Appare subito evidente il parallelo tra il Sopra e il Sotto: l'organizzazione dell'ufficio di Dio riflette la divisione del lavoro sulla terra, il linguaggio è spesso tecnico e richiama a pratiche, bilanci, dossier? del resto Dio ha creato l'uomo a sua immagine e somiglianza e come l'uomo dunque, anche Dio viene "umanizzato". È un Dio che vede e partecipa, che ama il calcio, soffre, si emoziona, si altera, si dispiace nel vedere l'uomo - che lui ha creato con tanto Amore - scegliere il Male e non il Bene?in fondo anche i suoi collaboratori hanno perso l'entusiasmo e la vitalità che li aveva animati durante eventi storici come la Rivoluzione francese. Sulla terra ormai l'Economia e la Politica si sono perse lungo la strada del profitto personale, la Passione ha invaso tutto ma in senso consumistico di piaceri effimeri e immediati, per non parlare dell'Ecologia che soffre per la disattenzione degli uomini. Dio allora, si prepara per la fine del mondo, ma è costretto a desistere per l'insistente richiamo dei suoi ministri che, ribellandosi a lui, ottengono i pieni poteri per un anno intero. Nel tempo a loro disposizione si impegnano a fondo, c'è chi azzera i debiti di interi Paesi per favorire la ripresa economica, c'è chi chiude il buco dell'ozono?ma a un anno di distanza, il giorno del bilancio finale a cospetto di Dio, ciascun ministro deve ammettere che la situazione è rimasta pressoché invariata e l'uomo è ancora "sfuggente come una saponetta". Ma non è la fine del mondo perché gli uomini hanno ancora tempo per capire, imparare a scegliere e forse, se vorranno, cambiare. Ci sono nel testo trovate intelligenti e simpatiche come gli sketches che interrompono, ma illustrano come fosse una scena ripescata dalla Storia, il discorso di Dio; o il fatto che l'addetto alle Passioni Vassilij sia l'unico ad aver bisogno di un traduttore che decodifichi l'Idea interiore. Altri spunti di riflessione nascono dalla considerazione che la spinta al cambiamento viene dato dall'arrivo dell'addetto all'Ecologia Marcus, come a dire che il mondo può cambiare nel momento in cui riusciremo ad acquisire nuova consapevolezza della Natura. Ma a fine spettacolo anche Marcus si allinea al modo di pensare del Gruppo inteso sì come luogo/dimensione di crescita individuale e collettiva, ma a volte anche momento in cui gli entusiasmi si annullano, le capacità individuali si attenuano, gli obiettivi si dilatano fino a sparire? È uno spettacolo che merita di esser visto! Colto e allo stesso tempo leggero, rivela la sensibilità dei suoi autori, Giacomo Ciarrapico e Mattia Torre, e fa ben sperare nella produzione della nuova drammaturgia contemporanea.
sito Internet: http://www.teatrodimessina.it/htmver/opera.asp?idopera=427
postato da: Redazione Ok Italia
e-mail: info@art1.it
 
 

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