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Il Borghese Gentiluomo di Molière

Messina
18/01/2012 - 22/01/2012

IL BORGHESE GENTILUOMO DI MOLIÈRE Note di regia Moliere scrisse il Borghese Gentiluomo su commissione per compiacere il re Sole, e sebbene volesse dar vita a una semplice ?mascherata? attraverso la quale mettere insieme le entré di un balletto e le arie di J.B. Lully, creò una novità assoluta. Non è facile infatti trovare la giusta definizione per questo indiscusso capolavoro, che riduttivamente viene considerato una comédie-ballet. La grande novità è l?estrema libertà con cui l?autore tratta la vicenda di Monsieur Jourdain; ai toni farseschi e satireggianti si susseguono elementi di fiaba, momenti onirici anche disperati e accanto a una prosa densa di ritmo coesiste una tessitura musicale e coreografica, il tutto teso a una teatralità assoluta, di grande effetto comico. Un variopinto affresco seicentesco, che, memore dell?esperienza della commedia dell?arte, offre agli attori infinite possibilità di gioco e alla regia una grande libertà espressiva. Moliere, come Shakespeare, scrive per gli attori e regala agli attori grandi chance. In questo caso specifico direi che, al di là dello straordinario ruolo del protagonista, grandi chance hanno soprattutto le donne. La ?varietà? di generi teatrali cui il Borghese Gentiluomo attinge, innestando sulla tradizionale struttura della commedia di carattere, motivi farseschi, orientaleggianti e di danza, concorre a rendere più pungente la satira di Moliere nei confronti di una classe borghese che goffamente tenta di assurgere a livello della nobiltà. Come accade solo con i ?grandi?, le loro opere vanno ben oltre il tempo in cui sono state prodotte ed ecco infatti che, ancora oggi, un testo come questo, presenta diversi motivi di attualità . Il sogno di Jourdain, che, infatuato dai titoli nobiliari, si sforza in tutti i modi di diventare un blasonato, di raggiungere un livello sociale più alto, non è forse simile a quel patetico tentativo di assomigliare a un ideale di persona potente, vincente, alla quale tutto è concesso, che (ahimè) quotidianamente la nostra società si trova a fare? Ma c?è anche qualcosa di poetico in questo esaltato sognatore, qualcosa di attraente, che sicuramente non hanno le figure che gli ruotano intorno; a modo suo è un uomo ?antico?, un uomo che ancora ?crede?, che insegue un ideale a costo di sacrificare tutta la sua intera esistenza. In un mondo convenzionale, dove tutto è dato per scontato e viene accettato passivamente, Jourdain è forse addirittura un ?artista?, uno di quei personaggi da ascrivere alla schiera degli utopisti che trovano in Don Chisciotte il più insigne riferimento. Vorrei che questo spettacolo fosse fortemente popolare, nel senso più alto, capace cioè di coinvolgere e divertire lo spettatore, riscuotendolo dal torpore mortale di tanto teatro ermetico e noioso e nel contempo, di stimolare riflessioni. Evidentemente anche in questo mio allestimento l?apporto della musica sarà fondamentale. Il maestro Germano Mazzocchetti, col quale collaboro ormai da tempo (Gastone ? La Strada etc.) partendo da Lully, costruirà una partitura sulla quale si srotolerà la folle e visionaria vicenda di un microcosmo nel quale, malgrado la lontananza temporale, è facile rispecchiarsi Massimo Venturiello
sito Internet: http://www.teatrodimessina.it/htmver/testo.asp?idcomunicato=78
postato da: Redazione Ok Italia
e-mail: info@art1.it
 
 

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