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Filippo Panseca - Genesi di sculture impossibili

palermo
17/05/2012 - 16/06/2012

Filippo Panseca (Palermo, 1940) maestro del riciclaggio planetario della comunicazione, con le sue immagini e i suoi fotogrammi digitalizzati e rielaborati, crea icone istantanee di quella molteplicità di momenti che costituiscono il flusso continuo di informazioni e il loro impatto visivo che anima energeticamente la cultura globale. Fin dagli anni ’70 le sue ricerche e le sue sperimentazioni sono orientate verso l’uso di nuovi materiali – il metacrilato, il pvc, ma anche luci, liquidi minerali, plastiche biodegradabili e fotosensibili che vanno a modificare le immagini virtuali in luce e materia. E’ il 1979 quando Panseca inizia ad utilizzare il computer come strumento di lavoro per la produzione e la diffusione di arte immateriale. In un eterno gioco con l’ istinto, ogni immagine si totalizza nella essenzialità di ogni pixel - e come scrive Pierre Restany - “nell’era dell’elettronica universale la sua estetica si impone come la più potente igiene della visione”. La sua recente “Genesi di sculture impossibili” racchiude una particolare riflessione sul concetto della dimensione dello spazio e del tempo, e verrà presentata a Palermo – presso gli spazi di RizzutoArte - il 17 maggio 2012. Venti opere su carta, pezzi unici e inediti, in cui l’artista va a contaminare fisicamente un’idea astratta, trasformando la definizione cartesiana di altezza, larghezza e profondità in artefatto manuale e spaziale. E’ la Genesi di sculture impossibili, in cui i pensieri che nascono nella nostra mente possono modificarsi e migliorarsi attraverso l'osservazione dei pensieri stessi. Pensieri che elaborano concetti ed esperienze trasformandole continuamente e modificandole al bisogno quotidiano. Panseca fa riferimento proprio ai sentimenti di questi pensieri, una parte importante della forza vitale che si muove costantemente in e attraverso noi, ma che può anche essere interrotta o può sospendere il flusso naturale della nostra forza vitale; In quel caso il nostro io elaborerà mentalmente delle idee, definendo degli spazi mentali e virtuali che non necessariamente potranno e dovranno essere realizzati. Scrive l’artista nel testo in catalogo: “In questo spazio, possiamo muoverci in alto o in basso, a nord o a sud, a est o a ovest, e i movimenti in ogni direzione possono essere espressi in termini di movimenti lungo le tre dimensioni spaziali. Il tempo è indicato come quarta dimensione. Lo spazio-tempo è un concetto fisico che combina le nostre classiche nozioni tradizionalmente distinte di spazio e di tempo in un solo costrutto unico e omogeneo. L'introduzione dello spazio-tempo è una conseguenza diretta della teoria della relatività ristretta che stabilisce un’equivalenza fra lo spazio e il tempo. Così come nella nostra visione classica dello spazio le sue tre dimensioni componenti sono equivalenti e omogenee fra loro e relative all'osservatore, la visione relativistica assimila anche la dimensione temporale alle tre dimensioni spaziali, rendendola percepibile in modo diverso da osservatori in condizioni differenti. l punti dello spazio-tempo sono detti eventi e ciascuno di essi corrisponde ad un fenomeno che si verifica in una certa posizione spaziale e in un certo momento. (…) Se riusciamo a vedere anche lo spazio artistico nella sua complessità e nei suoi momenti particolari, possiamo quindi entrare in questa nuova dimensione, la Quinta Dimensione che ci farà uscire dalle coordinate di spazio-tempo e ci permetterà di staccarci così da “quell'asse cartesiano” di possibilità, per crearne infinite. Non occorre quindi per realizzare un opera artistica utilizzare una materia e le mani per formarla, modellarla per renderla visibile, basterà semplicemente pensarla e trasmetterla mentalmente, esportando semplicemente forme (non oggetti), come avviene costantemente in natura. Quando ci avviciniamo ad una rosa sbocciata, ne sentiamo il profumo che però non vediamo, quel profumo invisibile è creato da milioni di molecole che vengono emesse dal fiore, che potrebbero essere le stesse molecole che la nostra mente emetterà come forma una volta pensata”.
sito Internet: http://www.rizzutoarte.com/
postato da: Giovanni Rizzuto
e-mail: giovanni@rizzutoarte.com
 
 

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